Il Teatro dei Venti ha vinto il Premio Ubu 2025, nella categoria Premi Speciali, per la Trilogia dell’assedio e gli anni di lavoro in carcere. La premiazione si è tenuta lunedì 15 dicembre presso l’Arena del Sole di Bologna, in una serata condotta da Gioia Salvatori e Lorenzo Pavolini, con la cura della compagnia VicoQuartoMazzini e gli interventi musicali con gli interventi musicali del sassofonista e compositore Simone Alessandrini.

A ritirare il Premio il regista Stefano Tè e una delegazione dello staff che ha lavorato al progetto, insieme a un gruppo di attori detenuti. Presso la sede del Teatro dei Venti a Modena, è stato allestito un punto d’ascolto della diretta radiofonica dove una cinquantina di persone, membri della comunità di spettatori, collaboratori e volontari ha seguito la serata e brindato all’annuncio.

Premio speciale

Il regista Stefano Tè si è fatto portavoce del gruppo nell’esprimere il senso del premio: Nostro destinatario è l’umano, è questo che ci spinge nelle piazze, tra i passanti, o in luoghi dove si rivela in modo feroce, come il carcere. Nostri interlocutori sono i vivi, e chi ci ha preceduto, chi ha scritto e pensato e reso grande quest’arte. Facciamo nostre le parole di Giuliano Scabia: il teatro deve assomigliare a un carro, una casa, un veliero, una caverna. È il teatro destinatario e maestro, la dimora da costruire, smantellare e ricostruire, assieme alle persone con cui la si abita, nostre maestre nell’indicare nuove vie, con in tasca l’amuleto di chi ha aperto prima di noi preziosi varchi, molti sono qui in questa sala e li ringrazio. E un ringraziamento speciale va a Mario Barzaghi, che ha saputo dare una postura al nostro modo di fare teatro. Un giovane attore detenuto ci disse, dopo ore di estenuanti prove: ci ho messo un minuto a rovinarmi la vita, e adesso ci vuole una vita per fare un minuto di teatro. È così, ed è una gioia e un privilegio viverlo, quel minuto, viverla questa vita nel teatro.

Il Premio Ubu, uno dei più importanti riconoscimenti del teatro italiano, fondato dal critico Franco Quadri nel 1977, è realizzato dall’Associazione Ubu per Franco Quadri con il sostegno del Comune di Bologna e della Regione Emilia-Romagna; con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna; in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale, Altre Velocità e Cronopios; main media partner Rai Radio3, media partner EmiliaRomagnaCultura.

Sulla Trilogia

“Trilogia dell’assedio” è un unico progetto teatrale in tre episodi, Edipo re – Sette contro Tebe – Antigone, presentati in forma singola e in Maratone dei tre lavori nella stessa giornata. Il progetto è stato creato all’interno degli Istituti Penitenziari di Modena e Castelfranco Emilia nell’ambito del ventennale del Teatro dei Venti (2005-2025). Lo spettacolo ha debuttato in prima assoluta al Teatro delle Passioni di Modena nel febbraio 2025. L’intero progetto ha preso forma grazie a un intenso percorso creativo biennale con attori e attrici delle Carceri, artisti del Teatro dei Venti, allievi e membri della comunità. Il processo creativo ha trasformato il Carcere in un luogo di produzione teatrale, in cui la tragedia classica si è intrecciata con la realtà contemporanea, dando vita a una messa in scena autentica, viscerale, partecipata. Un progetto reso possibile grazie a un’ampia rete di realtà, istituzioni e cittadini che affiancano il Teatro dei Venti all’interno dei luoghi e degli ambiti di lavoro.

«L’assedio del destino – si legge nelle note di drammaturgia – dell’essere inseriti in un solco che sembra ineluttabile, in Edipo Re; l’assedio alla città, la guerra che minaccia, in Sette contro Tebe; l’assedio della ragion di stato e delle convenzioni sociali, in Antigone. Tematiche forti, universali, che hanno implicazioni etiche e morali, domande essenziali che arrivano fino a noi, che la realtà e la vita ci pongono quotidianamente: come agire? Che fare quando tutto sembra perduto? Si può cambiare quello che sembra già scritto?

In un tempo assediato come il nostro, in cui lo stato di paura e di minaccia viene costantemente ribadito, indagare ancora personaggi archetipici e stratificati come Edipo, Antigone, Ismene, Polinice, Eteocle, Creonte può essere di ispirazione e guida alle nostre scelte. Guida costante che attraversa le tre opere è Tiresia, l’indovino cieco, che posa il suo sguardo sull’umanità e che ci interroga perché in grado di vedere oltre».

Crediti e cast

Regia Stefano Tè.
Drammaturgia Vittorio Continelli, Azzurra D’Agostino, Stefano Tè.
Musiche Irida Gjergji (Edipo Re), Igino L. Caselgrandi (Sette contro Tebe), Tonino La Distruzione (Antigone).
Bozzetti della scenografia e dei costumi a cura di F. M.
Costumi Nuvia Valestri.
Assistente alla regia Elena Carbonella.
Con Francesca Figini, Oxana Casolari, Davide Filippi, Cesare Trebeschi, Alessandro De Rosa, John Azucena Villanueva, Alice Mascolo, Alessandro Berardi, D.P., S.C., A.S., F.M., M.G., L.D., N.G., S.S., M. F., A.D., A.P., M.C., A.B, H.N., V.C. e con persone della comunità del Teatro dei Venti.

Partner e sostenitori

Produzione Teatro dei Venti.
In coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
e con il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna
con il sostegno di Ministero della Cultura e Regione Emilia-Romagna
con il contributo di Fondazione di Modena all’interno del progetto Abitare Utopie
con il contributo di BPER Banca.

Spettacoli prodotti nell’ambito di AHOS – All Hands on stage, progetto co-finanziato da Creative Europe.
I laboratori permanenti delle Carceri sono finanziati dalla Cassa delle Ammende, in collaborazione con i Comuni di Modena e di Castelfranco Emilia e l’Unione Comuni del Sorbara. Progetto realizzato anche con il contributo dell’Otto per Mille della Chiesa Luterana.

Si ringraziano le Direzioni, il personale delle Carceri di Modena e Castelfranco Emilia e il PRAP – Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria Emilia-Romagna e Marche.

Il gruppo

Teatro dei Venti, con sede a Modena, è attivo dal 2005 nella creazione di spettacoli e di progetti che accostano creatività e comunità per un’efficace coesione sociale. Realizza progetti permanenti nelle Carceri di Modena e Castelfranco Emilia, nell’ambito della Salute Mentale, nella Cooperazione Internazionale, con un’ampia esperienza nei progetti di Creative Europe. Ha sviluppato una ricerca artistica nel teatro per gli spazi urbani, con scenografie mobili di grande impatto e il coinvolgimento dei cittadini, con tournée in Italia e all’estero. L’allestimento scenico di “Moby Dick” con la regia di Stefano Tè ha ricevuto il Premio Ubu nel 2019. Dal 2022 inizia la collaborazione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale per la coproduzione di diversi spettacoli all’interno delle Carceri, come Odissea (2022), e con debutto e repliche al Teatro delle Passioni, come Giulio Cesare e Amleto (2023), e Trilogia dell’assedio (2025). Quest’ultimo premiato con il Premio Ubu 2025 nella categoria Premi Speciali. L’ultimo progetto in ordine di tempo è l’avvio dell’Accademia delle arti e dei Mestieri del Teatro nel Carcere di Modena, con il sostegno del Ministero della Giustizia, della quale fa parte anche la produzione del Macbeth, nuova produzione a tappe, con debutto previsto nell’autunno del 2026, sempre in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.

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