Accademia delle Arti e dei Mestieri del Teatro in Carcere

Un prototipo unico in Italia che porta la formazione teatrale professionale all’interno degli istituti di detenzione e che prova a trasformare il carcere in presidio culturale e luogo di produzione in costante dialogo con la città.
Un modello che vuole trasformare il tempo della detenzione in un’opportunità di reinserimento.

Cos’è l’Accademia

“Dopo oltre dieci anni di lavoro ininterrotto all’interno dell’Istituto, sentivamo l’esigenza di fare un passo ulteriore. Non solo creare spettacoli di alta qualità, ma formare professionalità riconosciute che possano offrire un futuro diverso. L’Accademia è una scommessa sulla persona e sul potere trasformativo della cultura. Vogliamo che il carcere non sia solo un luogo di espiazione, ma un centro di produzione culturale vivo, capace di generare bellezza e professionalità da restituire alla comunità”

Stefano Tè, direttore artistico del Teatro dei Venti.

Oltre al Ministero della Giustizia, che ha finanziato l’Accademia 2025-2026, le attività del Teatro dei Venti all’interno del Carcere di Modena sono sostenute da una pluralità di soggetti, a partire dal Comune di Modena, attraverso il finanziamento della Cassa delle Ammende, dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, dalla Fondazione di Modena, Bper Banca, Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Otto per Mille della Chiesa Luterana.

Gli obiettivi dell’Accademia

Il progetto si articola su tre assi di intervento sinergici, mirando a generare un impatto trasformativo a livello individuale, istituzionale e sociale.

Sviluppo e valorizzazione della persona: Offrire ai detenuti e alle detenute strumenti concreti per la crescita personale e professionale. Potenziare le competenze, stimolare la scoperta e la valorizzazione delle abilità creative, relazionali e tecniche di ogni partecipante, finalizzandole alla realizzazione di un’opera artistica tangibile e di alta qualità. Fornire un percorso strutturato di formazione e accompagnamento alla professionalizzazione nei mestieri del teatro, gettando le basi per un concreto reinserimento lavorativo.

Innovazione dell’Istituzione Penitenziaria: Promuovere un ambiente detentivo più inclusivo e collaborativo. Costruire dialogo e inclusione, attraverso pratiche teatrali condivise, favorire un clima di collaborazione e dialogo costruttivo tra la popolazione detenuta e il Personale Penitenziario, migliorando la qualità delle relazioni interne all’istituto. Rinnovare la narrazione interna, qualificando l’esperienza detentiva non solo come un percorso di espiazione della pena, ma anche come un’opportunità di formazione e produzione culturale.

Impatto sulla comunità e sul territorio: trasformare la percezione del carcere e dimostrare il valore sociale della cultura. Contribuire a trasformare il carcere in un polo culturale, e la Casa Circondariale di Modena come un centro di produzione culturale attivo e integrato nel tessuto cittadino, un luogo di cittadinanza che genera valore per l’intero territorio. Sensibilizzare e coinvolgere la cittadinanza: coinvolgere attivamente il pubblico, le istituzioni e gli stakeholder sull’importanza del percorso teatrale, dimostrando come l’investimento sulla reinserimento del singolo individuo si traduca in un beneficio tangibile per la società nel suo complesso.

Le materie

Il percorso formativo si articola in sei ambiti disciplinari, ciascuno affidato a professionisti del settore.

Allestimento Scenico

A cura di Fabrizio Orlandi, dal rito al teatro: introduzione sulle origini dello spazio e dei luoghi del teatro, lo spazio scenico del teatro greco, lo spazio scenico del teatro romano. Evoluzione dello spazio scenico: Il teatro medievale, Il teatro rinascimentale, L’ Eta’ Barocca, l’800 e il 900. Avanguardie e spazio allargato Elementi di scenografia e scenotecnica. Macchine teatrali, macchinerie per movimenti di scena, corde e nodi. Le professioni del teatro – Macchinisti, Illumino tecnici/ Light designer, Fonici/ la musica e il suono come elemento scenico/sound designer, Scenografi, Direttori di scena. Il teatro come scelta di lavoro e di vita. Un racconto che entra nelle specifiche esperienze personali e di persone conosciute. La direzione tecnica di teatri e festival teatrali.

Creazione Costumi per la Scena

Nuvia Valestri cura il corso introducendo lo studio dei materiali e delle tecniche per la realizzazione del costume teatrale: dalla conoscenza dei tessuti e del cartamodello alla costruzione e messa a misura del costume. Analisi del lavoro del costumista, delle prove scena e delle criticità legate a movimento, luci e cambi rapidi. Approfondimenti pratici su lavorazioni, dettagli sartoriali e sviluppo di prototipi per produzioni come Macbeth.

Fonica e Illuminotecnica

Introduzione alla fonica e all’illuminotecnica teatrale: studio della luce come elemento funzionale e drammaturgico, utilizzo di apparecchiature tradizionali e LED, principi base di elettrotecnica e uso del colore in relazione a scena e costumi. Integrazione di musica, voce e video nello spettacolo, con uno sguardo al lavoro condiviso tra regista, attori e tecnici fino alla realizzazione finale di luci e suono in scena.

A cura di Andrea Berselli.

Scrittura Scenica e Drammaturgia

Il percorso didattico punta a trasmettere la conoscenza dei concetti basilari inerenti la drammaturgia e la scrittura per il teatro attraverso lezioni frontali, laboratoriali, pratiche di scrittura, lettura e analisi di alcuni testi fondamentali della drammaturgia occidentale (antica, moderna e contemporanea).

A cura di Vittorio Continelli.

Storia del Teatro

Percorso in quattro blocchi dedicato alla storia e alle funzioni del teatro: dalle sue origini come rito e spazio democratico fino alle forme contemporanee. Attraverso dialoghi, visioni e momenti di confronto, il corso esplora mestieri, generi e sistemi produttivi dello spettacolo dal vivo, stimolando una riflessione critica sul ruolo del teatro nella società di oggi.

Il corso è curato da Oliviero Ponte di Pino.

Teatro

Il corso si svolge nella sezione maschile e femminile dell’Istituto. Il lavoro parte da un training fisico e vocale tratto dalla pratica quotidiana del Teatro dei Venti, che include esercizi di presenza scenica e elementi di Kalarippayattu.

Attraverso improvvisazioni, esercizi sul ritmo e sull’azione corale, i partecipanti sviluppano ascolto, consapevolezza del corpo e capacità di lavoro di gruppo. Il percorso confluisce progressivamente nella costruzione di partiture fisiche e vocali legate al Macbeth di William Shakespeare, produzione in cui il lavoro di ricerca trova una prima applicazione scenica.

Appunti dall’Accademia

CONTATTI E COLLABORAZIONI

Francesca Figini Responsabile formazione

email: formazione@teatrodeiventi.it

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