Nei giorni scorsi avete visto il film “Moby Dick o il Teatro dei Venti” di Raffaele Manco? 

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“In Fitzcarraldo non sono stati i soldi a issare la nave sulla cima della montagna: è stata la fede”  – Werner Herzog

Nel 2015 una compagnia teatrale di Modena decide di portare in scena uno dei più grandi romanzi della storia della letteratura. Moby Dick di Herman Melville. Lo spettacolo da subito manifesta tutta la sua complessità e nei tre anni a seguire mette a repentaglio il futuro stesso della compagnia. Una macchina teatrale di otto tonnellate e tredici metri di altezza che si sposta all’interno di una piazza con cento persone tra attori e figuranti.
È la storia del Teatro dei Venti e della gestazione di un’opera mostruosa, di destini che si incrociano, di tempeste che si abbattono sulle speranze di donne e uomini. Ma è anche un po’ la storia di tutti noi, dei nostri sogni e delle nostre ossessioni. Di avere una ragione per vivere o morire.

IL REGISTA

Raffaele Manco (Napoli 1982) ha prodotto e diretto diversi corti e documentari indipendenti. Tra i suoi lavori: “Ci vediamo presto” (Miglior Cortometraggio al Festival “Cinema e Psicanalisi 2009”), “Il colpo” sui primi esperimenti di Guglielmo Marconi, “H24-Poliziotti allo specchio” e “Il grano e la volpe”. È regista e montatore di diversi reportage per Rai, Current Tv, Sole24Ore e film-maker per programmi come Report, Presa diretta, Quante storie e La grande storia.

SULLO SPETTACOLO

Moby Dick ha vinto il Premio Ubu 2019 per il migliore allestimento scenico, il Premio Rete Critica 2019 per la progettualità/organizzazione, Last Seen 2019 spettacolo dell’anno per la rivista Krapp’s Last Post.

Una produzione Teatro dei Venti, co-prodotta da Juros Svente – Klaipeda Sea Festival (Lituania), con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Modena, della Fondazione di Modena, con il contributo del Comune di Dolo (VE) in collaborazione con l’Associazione Echidna.

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