Aspettando Godot

 Nel silenzio, sulla soglia tra la coscienza e la dimenticanza, Vladimiro sentenzia: “L’aria risuona delle nostre strida. Ma l’abitudine è una grande sordina”. Aspettando Godot, caposaldo del teatro dell’assurdo, con il suo ritmo crudele, ironico, costellato di chiacchiere debordanti e silenzi rivelatori, viene portato in scena dal Gruppo l’Albatro, storico progetto di Teatro e Salute Mentale del Teatro dei Venti. Questo testo, votato al servizio della scena, vive perché non assoluto. L’appello reciproco tra i personaggi moltiplica quella teatrale del pubblico e presenziare allo spettacolo equivale allora a spalancare la bocca, ad accogliere l’eco di una verità esistenziale. L’ineluttabilità del nostro tragico essere-nel-mondo non deve essere vissuto con tragicità, non necessariamente. La componente umoristica è la chiave privilegiata, un riso che contiene le scomode increspature dell’essere entro i margini della leggerezza e ne permette un’accettazione. In questo modo, l’assurdo si incastra nel mosaico di un senso non ultimo, che appartiene a tutti. 

Aspettando Godot è stato messo in scena in anteprima a Gombola (Appennino modenese) nell’ambito di Trasparenze Festival del 24 e 25 luglio 2025 e ha debuttato il 14 e 15 novembre nell’ambito di Màt – Settimana della Salute Mentale.

Il Gruppo Albatro

Il Gruppo l’Albatro è nato nel 2009 a partire dal Laboratorio “Il volo dell’Albatro”, promosso dalla collaborazione tra Sportello Social Point Modena e Teatro dei Venti. Fin dall’inizio si è configurato come un progetto aperto a utenti dei servizi di salute mentale e altri partecipanti interessati a fare un percorso di inclusione attraverso il teatro.

Ha portato in scena gli spettacoli “Il Draa-go” (2009), “Fuori Pista” (2010-2012), “Nelle cose di tutti i giorni” (2014), “Humanitas” (2015-2016), “Woyzeck – ogni uomo è un abisso” (2018-2019).

Nel 2021 il gruppo ha partecipato ai progetti “Grida tra le mura”, creazione originale del Teatro dei Venti per AGO Modena Fabbriche culturali, e “Kaspar”, esito del progetto Kaspar Machine, co-finanziato da Creative Europe. Dallo stesso anno il progetto è sostenuto dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Nel 2022 ha debuttato con lo spettacolo “Quel che resta” presentato a Trasparenze Festival e in diverse repliche nei teatri della regione.

Il percorso permanente continua con incontri settimanali e periodi di prove intensive in prossimità delle repliche degli spettacoli, con il sostegno del DSM-DP dell’Ausl di Modena, all’interno del progetto regionale Teatro e Salute Mentale, e della Fondazione di Modena, nell’ambito del progetto Abitare Utopie.

foto di Chiara Ferrin

Dati artistici

Con Luca Bartoli, Giulio Ferrari, Davide Filippi, Maria Chiara Papazzoni, Antonio Congedo, Gilberto Gibellini.
Percorso di creazione a cura di Oxana Casolari, Francesca Figini, Alessandro Berardi. Regia Stefano Tè. Assistente alla regia Letizia Nurra.
Ideazione costumi e scenografia Francesco Hipnos, detenuto della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia(MO), nell’ambito del progetto europeo AHOS–All Hands on Stage.
Costumi Nuvia Valestri.
Allestimento Francesco Hipnos. e Teatro dei Venti.
Scrittura prologo ed epilogo Maria Chiara Papazzoni e Letizia Nurra.

Hanno partecipato al percorso di creazione anche Francesca Nardulli, Marcello Padovani, Patrizia Vannini, Sara Camellini, Giulia Iurato, Matteo Manfredini.

Una produzione Teatro dei Venti con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Emilia-Romagna.
Con il sostegno del DSM – DP dell’AUSL di Modena, dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese e della Fondazione di Modena all’interno di Abitare Utopie. 

Repliche

24–25 luglio 2025 — Gombola (MO), Trasparenze (anteprima)
14–15 novembre — Modena, Teatro dei Segni, Màt – Settimana della Salute Mentale (debutto)
29 novembre 2025 — Nonantola, Teatro Massimo Troisi
27 marzo 2026 — Modena, Casa Circondariale Sant’Anna

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