Teatro dei Venti - MODENA

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Ubu Re

Spettacolo con gli attori detenuti e internati del Carcere di Modena e di Castelfranco Emilia

e con attori e allievi attori del Teatro dei Venti. Allestimento scenico Teatro dei Venti. Costumi Alessandra Faienza e Teatro dei Venti. Musiche Domenico Pizzulo. Assistente alla regia Simone Bevilacqua. Regia e drammaturgia Stefano Tè.

In collaborazione con il Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna, la Casa Circondariale di Modena e la Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia.
Una produzione Teatro dei Venti con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena all’interno della Rassegna Andante.
I Laboratori sono sostenuti dal Comune di Modena, dal Comune di Castelfranco Emilia e dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna.

Sullo spettacolo

Padre Ubu vuole diventare Re della Polonia e fa di tutto per uccidere il Re Venceslao, spodestare la Regina Rosmunda e conquistare il trono polacco.
Riesce nei suoi intenti e prende possesso del regno. Una volta diventato Re inizia a uccidere nobili, magistrati, finanzieri, contadini e insieme alla sua compagna, la Madre Ubu, alza le tasse e semina terrore. Il vero motore delle azioni nel nuovo Re è proprio la compagna. Questa infatti organizza e dirige come un burattinaio, le varie mosse del sempliciotto Ubu Re. In questa mescolanza di bassezza, sporcizia, mancanza di morale e grottesco troviamo le azioni di Ubu.

Un’assenza di tempo e morale in cui tutto è possibile e in cui nessuno, soprattutto Padre Ubu è responsabile dei suoi atti.
Non c’è giustizia, non c’è etica, non c’è morale, non c’è giudizio. Ma allora cosa c’è?
Sicuramente un movimento interiore che parte dal basso, dagli istinti più impulsivi e voraci, animaleschi.
Ubu non è solo una grande marionetta. Sebbene le sue azioni manchino di una scelta consapevole, lui decide le sue azioni.
Potremmo dire che siamo tutti Ubu. Che tutti aspiriamo a qualcos’altro e che spesso non sappiamo distinguere e gestire il bene e male che preme dalle viscere.
Questo spettacolo mette a confronto l’opera di Jarry, caposaldo del teatro contemporaneo, con temi sempre attuali quali “l’uomo” e “il potere”, attraverso il lavoro di attori professionisti e attori detenuti.

Nel 2016 le realtà che compongono il Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna hanno scelto di lavorare su un classico del teatro moderno, quell’ “Ubu re”, scritto e rappresentato da Alfred Jarry, catalizzatore e anticipatore dei temi del teatro dell’assurdo e del movimento surrealista. Tutti i gruppi hanno utilizzato questo testo di riferimento all’interno dei diversi istituti penitenziari della regione, con le diverse sensibilità umane e artistiche che si incontrano. Il Teatro dei Venti ha scelto anche questa volta la contaminazione, l’apertura, portando il progetto fuori dal Carcere, all’incontro con altri artisti e con il pubblico. La domanda cruciale è sempre la stessa: quanto possiamo nutrire l’arte teatrale e il contemporaneo con la nostra permanenza e il nostro lavoro in Carcere?

Recensioni

Renzo Francabandera, PAC – Paneacqua Culture

“Teatro dei Venti e l’Ubu senza patafisica”

Andrea Porcheddu, Gli Stati Generali

Ubu in carcere

Lucia Medri, Teatro e Critica

Il Teatro dei Venti e Ubu: folle tragedia di un Re

Francesca Romana Lino, Rumorscena

“La ferocia di un’irresistibile ascesa al potere nell’Ubu Re del Teatro dei Venti 

Walter Porcedda, Gli Stati Generali

Teatro sociale d’arte, il festival Trasparenze mostra la via

Roberto Rinaldi, Rumorscena

“Un Ubu che emerge dal labirinto oscuro dell’inconscio umano” 

7-8-9-10 dicembre 2017 – Teatro dei Segni, Modena

2-3-4 febbraio 2018 – Teatro dei Segni, Modena

13 maggio 2018 – Teatro dei Segni, Modena

3-4 novembre 2018 – Nuovo Teatro delle Commedie, Livorno